Teatro tra gli ulivi

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un tantino

Un Tantino Di-verso

Giovedì 11 Settembre alle ore 20.30 presso lo scenario suggestivo del Parco Santa Geffa di Trani in Puglia si terrà lo spettacolo Un Tantino Di-verso. Commistione artistica di diverse arti quali la poesia, la danza, la musica e la video-scenografia. Un Tantino Di-verso è un progetto artistico dove si integra la diversità in quanto unicità e ricchezza. La disabilità non vista come chiusura e barriera, ma come incontro, ascolto, collaborazione, partecipazione con l’altro.
I testi dello spettacolo sono tratti da due silloge di poesie di Dale Zaccaria accompagnata alla voce da Maria Paola Graziani. I testi trattano tematiche d’amore, fratellanza, attenzione alla diversità razziale e di genere, e su la condizione delle donne, il tutto in una corale visione di senso comunitario, dove la poesia diventa esperienza di pace e condivisione.
Le coreografie e le danze sono curate da le ballerine dell’Associazione CieloTerra che si occupano anche di danza terapia e di lavorare con persone non sufficientemente abili: Angelica Bruno, Stefania Antonicelli e Marika Bongallino daranno vita a un gioco e sinestesia di danze tra corpo silenzi movimenti e parole.
Ad arricchire lo spettacolo le video scenografie curate dal fotografo e maestro d’arte Tomas di Terlizzi. Mentre Giuseppe Del Curatolo cura la regia e l’aspetto logistico dello spettacolo.
L’Omaggio a Franca Rame contiene una poesia di Stefano Benni grande amico dell’attrice che le dedica splendidi versi con la lirica “ Tanti anni fa vidi una bambina” lirica scritta nell’estate del 1994 e con una poesia di Dale Zaccaria Diciotto stelle le contarono che fa parte di un piccolo lavoro di ventidue poesie dedicate a Franca Rame dal titolo Nel suo amore.
L’ingresso a l’evento è a sottoscrizione libera. L’evento è in collaborazione con I Camalioni Futuro Anteriore Cielo Terra Reset Radio e con la produzione e la disponibilità di Xiao Yan Parco Santa Geffa di Trani.

 

 

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“La macìara”/Parco Santa Geffa/Trani

Dopo l’anteprima nazionale al Piccolo Teatro di Bari, “La macìara. Si possono guarire le mani?” prosegue il suo percorso con una nuova anteprima pugliese, il 12 settembre – h. 20:30 nel suggestivo Parco S. Geffa (contrada S. Geffa) di Trani. L’evento è organizzato dalla Coop. Xiao Yan Rondine che ride, in collaborazione con il Cielo di carta-Scuola di teatro di Trani .

Un tempo, neanche troppo lontano, in Basilicata, le donne si mettevano sull’uscio di casa e raccontavano storie ai bambini, alle altre donne e ai contadini che tornavano dai campi. Storie divertenti o macabre, che importava. Alla gente piaceva ascoltare. Oggi si è persa quest’abitudine. Le parole sono diventate suoni distratti che ci attraversano per caso, senza più il peso dell’emozione.

Con “La macìara. Si possono guarire le mani?”, la compagnia Notterrante propone un racconto dalle atmosfere arcaiche, sull’ambigua figura della macìara. La storia, scritta da Mariella Soldo, vuole andare al di là della tradizione e del cliché, cercando di recuperare il lato umano di questo personaggio popolare. Il racconto è ambientato in un villaggio immaginario della bassa Lucania, ai confini con la Puglia e a ridosso della seconda guerra mondiale.

Maria non è una donna come le altre. Sul suo viso mai un tratto di esasperata femminilità. Il suo corpo ha l’odore delle terre arse e delle campagne desolate del sud. Un giorno sposa Rocco il pastore. Nascono due figli: Lucietta e Franceschino.
Il testo scava nei sentimenti contraddittori di questi personaggi, cercando di sradicarli dalla propria terra e di andare nel profondo, senza l’ombra del giudizio o dell’analisi antropologica. Si scava anche nell’animo femminile e nella sua complessità, nei dolori soffocati di madri che non possono parlare, di figlie che non sanno ascoltare, ma anche di uomini che affogano nella terra e di bambini che subiscono violenze.

Un racconto di dolcezza e di brutalità fisica, di amore coniugale e incestuoso, di vendetta, di odio, di invidia, ma anche di bellezza.
L’attrice Barbara De Palma dà vita, attraverso letture drammatizzate, monologhi e canti popolari, a tutti i personaggi di questa storia. Con viola e violino, Stefania Ladisa accompagna la voce dell’attrice in questo viaggio attraverso un tempo mitico e ancestrale, in cui la forza della tradizioni superava il buonsenso.

Ingresso con contributo libero. Per info e prenotazioni 0883 506807 – 349 2674406.

“Stringo le mani. Le mie mani hanno bisogno di cura. Guarite le mie mani. Vi pago, un soldo a dito. Tremano e non sanno vivere le mie mani.
Ogni vena un dolore, ogni riga una storia. Dicono in giro che io prendo le vite. Dicono in giro che io sono una macìara, una di quelle femmine che deve morire. Ma quando scendo dal letto e mi strappo dai sogni divento terra. Terra come tutti. Come voi. Incrostata, divento una donna. Donna”.

“La trama è di una sconcertante semplicità, ma di estrema complessità”, QUOTIDIANO DEL SUD, 13 AGOSTO 2014

 

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